L’obesità: il ruolo fondamentale della terapia cognitivo comportamentale nella modifica dello stile di vita

Francesca Basilissi

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Francesca Basilissi

Psicologa Psicoterapeuta

Ordine degli Psicologi della Toscana n. 4289

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Sono una psicologa psicoterapeuta che crede nell’importanza della cura del sé affinché sia possibile ricordare il passato, vivere il presente e progettare il futuro.

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L’obesità rappresenta una patologia di grande rilevanza a livello medico, poiché può compromettere non soltanto la salute della persona, ma anche la sua qualità di vita, limitando in modo significativo le azioni quotidiane. Gli esperti sottolineano che, in base ai livelli di gravità e ai rischi che l’eccesso ponderale comporta, è possibile ricorrere a diverse tipologie di trattamento: terapia farmacologica, il ricovero riabilitativo intensivo e/o la terapia chirurgica. Tuttavia, evidenziano che tali soluzioni debbano essere associate alla modificazione dello stile di vita, che rappresenta la terapia fondamentale per una gestione efficace dell’obesità.

La terapia cognitivo comportamentale ha l’obiettivo di aiutare la persona a modificare le proprie abitudini, poiché la sola ”forza di volontà” non può essere considerata una prerogativa valida a consentire il mantenimento del peso perso. La persona ha infatti la necessità di prendere consapevolezza dei propri processi cognitivi e comportamentali, imparando a riconoscere i pensieri e gli stimoli che possono fungere da “trigger”, in grado di innescare comportamenti che ostacolano l’adesione al piano alimentare.

Attraverso la creazione di una formulazione del caso personalizzata e l’uso costante di schede di automonitoraggio, il paziente prende consapevolezza delle proprie capacità, implementando la risoluzione dei problemi in modo proattivo. Questo permette di individuare attività alternative al cibo per gestire le emozioni in modo costruttivo, senza ricorrere alle vecchie abitudini.

L’obiettivo è aiutare la persona a costruire uno stile di vita più salutare, ponendosi obiettivi realistici legati alla salute e non prettamente all’estetica. In questo percorso, è necessario aiutare la persona a comprendere che anche l’attività fisica non deve essere considerata un esercizio forzato, ma uno “stile di vita attivo”: piccoli gesti quotidiani, come camminare di più o preferire le scale, si dimostrano spesso più efficaci e sostenibili nel tempo rispetto a un allenamento intensivo.

La sfida, infine, non termina con la perdita di peso: il mantenimento a lungo termine è una fase cruciale del percorso, che richiede un supporto continuativo per stabilizzare i risultati raggiunti e prevenire le naturali fluttuazioni ponderali.