Insonnia: ritrovare il piacere di dormire con la terapia cognitivo-comportamentale

Ludovica Maiorano

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Ludovica Maiorano

Psicologa Psicoterapeuta

Ordine degli Psicologi della Toscana n. 8806

P.IVA 06975360485

Credo che ascoltare le storie degli altri, grazie al mio lavoro di psicoterapeuta, sia un vero privilegio, da accogliere con rispetto e sensibilità.

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Dormire bene è fondamentale per il nostro benessere fisico ed emotivo. Eppure, per alcune persone, addormentarsi, mantenere il sonno durante la notte o svegliarsi sentendosi riposati può diventare una vera difficoltà. Si parla di insonnia quando queste difficoltà si presentano con una certa frequenza e compromettono il riposo e il funzionamento durante il giorno, influenzando l’umore, la concentrazione e la qualità della vita.


Ma che cosa distingue un buon dormitore da un cattivo dormitore? Il buon dormitore vive il sonno come un processo naturale: riesce generalmente ad addormentarsi e a dormire in modo soddisfacente, senza preoccuparsi eccessivamente delle ore trascorse a letto. Il cattivo dormitore, invece, può vivere il momento di coricarsi con preoccupazione e tensione, temere di non riuscire a dormire e trascorrere molto tempo cercando di controllare il proprio sonno. Questo circolo vizioso può alimentare ulteriormente le difficoltà notturne.


Il PROTOCOLLO CBT-I: UN PERCORSO PER MIGLIORARE IL SONNO.
La terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I, Cognitive Behavioral Therapy for Insomnia) è un trattamento psicologico strutturato, sviluppato grazie ai contributi di diversi ricercatori nell’ambito della medicina del sonno e della psicologia clinica. Oggi è raccomandata dalle principali linee guida internazionali per il trattamento dell’insonnia cronica negli adulti.
Il protocollo aiuta a individuare e modificare i pensieri, le abitudini e i comportamenti che possono mantenere il problema nel tempo. Attraverso un percorso personalizzato, si lavora sulla regolarità del ritmo sonno-veglia, sul rapporto tra letto e sonno, sulla gestione delle preoccupazioni legate al riposo e sulle aspettative che possono aumentare l’ansia di non riuscire a dormire. Possono essere utilizzati strumenti come il diario del sonno, tecniche di controllo dello stimolo, regolazione del tempo trascorso a letto e strategie di rilassamento.
Il trattamento non consiste semplicemente nel ricevere consigli per dormire meglio: l’obiettivo è imparare gradualmente a ricostruire un rapporto più sereno e naturale con il sonno, acquisendo strumenti utili anche per il futuro.

QUANTO DURA IL TRATTAMENTO?
La CBT-I è generalmente un trattamento di durata limitata: spesso si articola in 4-8 sedute, anche se il numero può variare in base alle esigenze individuali e alla risposta al percorso. Ogni persona, infatti, ha una storia diversa, abitudini specifiche e fattori differenti che contribuiscono alle difficoltà del sonno. Per questo motivo, tempi e obiettivi vengono definiti e rivalutati insieme al terapeuta, senza seguire uno schema rigido.
Tornare a dormire serenamente è possibile, e non è necessario affrontare questa difficoltà da soli. Se fai fatica ad addormentarti, ti svegli spesso durante la notte o vivi il momento di andare a letto con ansia e preoccupazione, contatta il nostro centro: potremo valutare insieme la tua situazione e individuare il percorso più adatto alle tue esigenze.

Riferimenti bibliografici

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Morin, C. M., Kowatch, R. A., Barry, T., & Walton, E. (1993). Cognitive-behavior therapy for late-life insomnia. Journal of Consulting and Clinical Psychology, 61(1), 137–146