Scritto da
Chiara Azzini
Psicologa
Ordine degli Psicologi della Toscana n. 9149
P.IVA 07336510487
Sono una psicologa specializzanda in Psicoterapia sistemico relazionale. Nella mia stanza accolgo adulti, adolescenti e bambini, famiglie ma anche coppie: il mio obiettivo è quello di accompagnarli nelle fasi del ciclo vitale che possono essere costellate di s…
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Adolescenza, dal latino “adolescere”, crescere; ovvero, quella fase che segna il passaggio dall’età infantile e quella adulta. Il bambino si incammina verso l’età adulta e deve fronteggiare una serie di trasformazioni su molti piani, cognitivo, fisico, sociale ed emotivo. Un terremoto!
Possono comparire segnali ambigui: difficoltà scolastiche, ritiro sociale, comportamenti oppositivi, scatti d’ira, disturbi dell’umore,difficoltà relazionali, a cui i genitori faticano a dare un significato e rispondere.
L’adolescente oscilla tra desiderio di indipendenza e autonomia e desiderio di dipendenza, tra bisogno di accudimento e cura e necessità di esplorare.
È il tempo dell’insicurezza e della paura: crescere significa “separarsi” dai propri genitori, progettare il proprio futuro impegnandosi nella costruzione della propria identità. Il sistema familiare dev’essere pronto ad assolvere il compito evolutivo richiesto, sostenere l’adolescente, rinegoziare confini e regole, mettersi in discussione, ascoltare e comunicare, diventare una base sicura.
Talvolta è difficile, il terremoto sconvolge non soltanto l’adolescente ma l’intero sistema familiare e il superamento di questa fase del ciclo vitale è un’impresa evolutiva congiunta. La crescita di un figlio comporta una modifica più profonda all’equilibrio familiare, i genitori dovranno adattarsi al cambiamento dei ruoli e delle funzioni parentali e anche alla possibilità di creare più spazio per la coppia.
Haley evidenzia che nel passaggio attraverso le varie fasi del ciclo vitale della famiglia, gli individui dovrebbero progredire nel processo di individuazione, raggiungendo un livello sufficiente di differenziazione dalle famiglie di origine, creandosi un proprio spazio personale.
Il terremoto e la crisi che può insorgere in questa nuova fase del ciclo vitale della famiglia investe quindi tutto il sistema, che talvolta non riesce a riorganizzarsi. In queste occasioni è necessario uno spazio nuovo all’interno del quale cercare un equilibrio, aiutando l’adolescente in questa fase delicata. Sebbene spinga per l’autonomia, oscilla tra essa e il bisogno di contenimento e dipendenza, al pari di bambini più piccoli; un’oscillazione che può essere contenuta soltanto all’interno del nucleo familiare, ma con nuove modalità.
Lavorare con la famiglia significa osservare le interazioni, i movimenti, le reazioni, agevolare la comunicazione e dare significato e valore alle figure di riferimento in una dinamica relazionale che influenza l’individuo. È fondamentale dare voce alla storia familiare, alle aspettative dette o taciute, ai bisogni e alle paure, per poter scrivere insieme una nuova sceneggiatura.
Per individuarsi e crescere in modo sano, bisogna prima appartenere.
Sarà poi altrettanto importante affiancare un lavoro individuale, alternandolo alla modalità congiunta nel momento giusto, dopo aver raccolto informazioni e risorse dal sistema familiare: qui l’adolescente potrà trovare il suo spazio dove
sperimentarsi come soggetto separato e autonomo, un luogo in cui trasformare il legame familiare in una risorsa affettiva ed emozionale.
Bibliografia:
– Minuchin, S, Rosman, BL, Baker, L. “Famiglie psicosomatiche. L’anoressia mentale nel contesto familiare”.
– Haley, J. “Terapie non comuni. Tecniche ipnotiche e terapia della famiglia”.
– Andolfi, M. “Storie di adolescenza: esperienze di terapia familiare”.
– Cirillo, S, Selvini, M, Sorrentino, AM. “Entrare in terapia”.
