Segnali precoci per riconoscere i DSA

Matilde Spinoso

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Matilde Spinoso

Psicologa e Dottoressa di ricerca PhD

Iscrizione Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna: n°10120 A

P.IVA 07554910484

Nella mia pratica clinica accompagno bambini, ragazzi e famiglie nel percorso di valutazione neuropsicologica, con l’obiettivo di comprendere e affrontare le difficoltà legate allo sviluppo cognitivo ed emotivo.

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I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) diventano generalmente più evidenti con l’inizio della scolarizzazione, quando il bambino è chiamato ad acquisire abilità come la lettura, la scrittura e il calcolo.

In genere, la valutazione diagnostica viene effettuata dopo che il bambino ha avuto un adeguato periodo di esposizione all’insegnamento formale delle abilità scolastiche. Per la lettura e la scrittura, la diagnosi può generalmente essere formulata a partire dal termine della classe seconda della scuola primaria; per le abilità di calcolo e della scrittura nella componente grafo-motoria, a partire dal termine della classe terza primaria.

Questo non significa, però, che prima di queste fasi non sia possibile osservare alcuni segnali di rischio.

Già durante la scuola dell’infanzia possono infatti emergere fragilità nei prerequisiti degli apprendimenti che meritano attenzione e che possono suggerire l’opportunità di monitorare nel tempo lo sviluppo delle competenze.

Quali sono i primi segnali di rischio?

Già durante la scuola dell’infanzia possono essere presenti alcune fragilità nell’area linguistico-comunicativa, come:

  • una conoscenza limitata delle parole e dei loro significati;
  • difficoltà nel riconoscere o produrre rime e filastrocche;
  • difficoltà nella costruzione della frase;
  • fatica nell’apprendere e ricordare nuove parole.

Possono inoltre emergere difficoltà motorio-prassiche, ad esempio nella motricità fine e globale, nel disegno, nell’utilizzo delle forbici, nella riproduzione di figure geometriche o nell’esecuzione di alcune attività manuali (es. inserire i bottoni, allacciarsi le scarpe).

Altri segnali possono riguardare le abilità uditive e visuo-spaziali, come la difficoltà nel riconoscere e ripetere suoni, sillabe o parole simili, oppure nell’organizzare attività di manipolazione e costruzione o nello svolgere attività come ritagliare, costruire e completare labirinti.

Questi indicatori non permettono da soli di formulare una diagnosi di DSA. Possono tuttavia rappresentare segnali di possibili fragilità da osservare nel tempo, soprattutto quando sono persistenti o si presentano in più aree.

Quali segnali possono emergere nei primi anni di scuola?

Al termine della classe prima della scuola primaria possono diventare più evidenti alcune difficoltà specifiche.

Nella lettura, il bambino può mostrare:

  • una decodifica lenta e faticosa delle singole lettere;
  • incertezza nella lettura delle sillabe;
  • difficoltà nel riconoscere rapidamente le parole;
  • una lettura caratterizzata da numerosi errori e da un notevole dispendio di energie attentive.

Nella scrittura, possono comparire:

  • scarsa autonomia nella scrittura delle parole;
  • errori come sostituzioni, omissioni o inversioni di lettere;
  • difficoltà persistenti nell’applicazione delle regole ortografiche e grammaticali;
  • particolare fatica nell’atto stesso dello scrivere (es. nel corsivo).

Nell’area numerica e del calcolo, possono essere presenti:

  • errori persistenti nel conteggio;
  • difficoltà nel collegare la quantità, la pronuncia e la rappresentazione scritta dei numeri;
  • difficoltà nella comprensione della quantità e delle relazioni numeriche;
  • difficoltà nel calcolo mentale entro le prime quantità.

Anche alcune difficoltà nella coordinazione, nella motricità fine, nell’organizzazione delle attività e nella gestione delle sequenze temporali possono accompagnare il quadro, pur non rappresentando di per sé un DSA.

Più DSA possono inoltre presentarsi contemporaneamente, configurando una situazione di comorbilità tra disturbi dell’apprendimento. I DSA possono anche associarsi ad altre condizioni del neurosviluppo, tra cui il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD), rendendo importante una valutazione complessiva del funzionamento della persona.

Non sottovalutare i campanelli d’allarme

La presenza di uno o più di questi segnali non significa necessariamente che sia presente un DSA. Tuttavia, è importante non sottovalutare le difficoltà persistenti e non aspettare che il bambino inizi la scuola primaria per occuparsene.

La scuola dell’infanzia rappresenta infatti un momento importante per osservare lo sviluppo dei prerequisiti degli apprendimenti, cioè quelle competenze che costituiscono la base per l’acquisizione della lettura, della scrittura e del calcolo.

Tra queste rientrano, ad esempio, alcune abilità linguistiche e meta-fonologiche, la capacità di riconoscere e manipolare i suoni del linguaggio, le competenze visuo-spaziali, la memoria e alcune abilità attentive.

Quando emergono difficoltà persistenti o più indicatori di rischio, può essere utile valutare la possibilità di effettuare uno screening già in età prescolare. Lo screening non ha lo scopo di formulare una diagnosi di DSA, che richiede tempi e criteri specifici, ma permette di individuare eventuali aree di fragilità e di monitorare lo sviluppo dei prerequisiti dell’apprendimento.

In alcuni casi, una valutazione precoce può consentire di intervenire tempestivamente attraverso attività di potenziamento mirate, sostenendo lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare con maggiore serenità l’ingresso nella scuola primaria.

Riconoscere precocemente una possibile fragilità non significa attribuire un’etichetta al bambino, ma offrirgli l’opportunità di ricevere il supporto più adeguato nel momento in cui può essere maggiormente utile.